

176. Il peronismo.

Da: A. Del Boca-M. Giovana, I figli del sole, Feltrinelli, Milano,
1965.

Il peronismo, o giustizialismo, movimento politico fondato da
Juan Domingo Pern nel 1946, dopo la sua elezione a presidente
dell'Argentina, ha influenzato per lungo tempo la vita politica
argentina. Al momento della sua fondazione, esso si guadagn un
vasto consenso ed ebbe l'appoggio, determinante, delle classi pi
umili, i cosiddetti descamisados, che, favoriti dalle misure a
garanzia del salario, dall'assistenza sanitaria e previdenziale,
furono i principali protagonisti del processo di mitizzazione
dello stesso Pern e di sua moglie, Eva Duarte Pern, detta Evita.
Il peronismo, per, come  ricordato nel seguente passo, tratto da
un saggio degli studiosi italiani Angelo Del Boca e Mario Giovana,
oltre che per le riforme sociali, si distingueva per alcuni
aspetti caratteristici dei regimi di tipo fascista: l'acceso
nazionalismo, il disprezzo del parlamentarismo e la concezione
corporativa dei rapporti economico-sociali.


Appena giunto al potere, seguendo l'esempio di Vargas [Getulio
Vargas, che nel 1930 instaur in Brasile un regime che,
caratterizzato dalla concentrazione del potere nelle mani del
governo e del presidente e fondato su un vasto consenso sociale,
rappresenta il primo esempio del cosiddetto populismo
sudamericano], il colonnello Pern si valse come massa di manovra
della classe operaia, sino allora abbandonata al dispotismo (nel
migliore dei casi al paternalismo) dei padroni, e la conquist con
il suo tentativo di instaurare in Argentina una democrazia
sociale. Pern mise in atto un certo numero di misure legislative
che aumentarono indubbiamente - almeno nei primi anni del regime -
il livello di vita e dei salari, le ore di riposo e la sicurezza
sociale dei lavoratori delle grandi citt, mentre con lo statuto
dei peones cercava di avvantaggiare i salariati e gli affittuari
agricoli a spese dei latifondisti. Riuscendo infine a controllare
ed a sviluppare i sindacati, sino a farne dei veri enti di
contrattazione collettiva sostenuti dallo stato, diede al
peronismo la sua principale base istituzionale e la possibilit di
sopravvivere alla caduta del regime.
Questo programma, che poteva essere scambiato per quello di un
partito laburista di tendenze molto radicali, non poteva non
sedurre le masse dei descamisados, che oltretutto avevano trovato
nella compagna di El Lider, Evita Pern, una sorta di frenetica
animatrice e protettrice. Ma il peronismo, accanto al positivo
orientamento in favore dei lavoratori, aveva in comune con gli
autoritarismi di tipo fascista il disprezzo per il
parlamentarismo, una forte carica nazionalistica, l'ideologia
corporativistica e l'esaltazione del ruolo provvidenziale del
capo. Juan Pern, che era stato in Italia come addetto militare
durante la fase imperiale del fascismo, ne era stato molto
influenzato; tuttavia, al momento di rendere pubblici i venti
principi della sua dottrina politica, il giustizialismo, aveva
voluto precisare: Noi creeremo un fascismo, ma evitando
attentamente gli errori di Mussolini. In realt, il peronismo non
presentava nulla di originale: era una mescolanza di caudillismo
(a Buenos Aires ci si ispirava soprattutto alle idee del dittatore
argentino Juan Manuel Rosas) e di totalitarismo alla mussoliniana.
